Finalmente abbiamo capito che la Cispadana ai Cinquestelle non va per niente bene. Era ora che lo dicessero chiaramente agli elettori della “bassa” delle nostre province!!

Così i consiglieri regionali Pd modenesi e ferraresi in risposta all’ennesima uscita dei parlamentari 5 Stelle sull’autostrada Cispadana.

A fronte dell’impegno della Regione nello stanziamento di ulteriori risorse (100 Milioni) –si chiedono i consiglieri PD– come ha annunciato ieri la Giunta riunita a Camposanto nell’anniversario del sisma 2012 cosa dobbiamo fare per ribadire la strategicità dell’opera?

Sulla Cispadana erano intervenuti in tarda mattinata il deputato M5s Davide Zanichelli e i colleghi senatori Maria Laura Mantovani e Gabriele Lanzi affermando che al posto di un’autostrada sarebbe da preferirsi “una strada a scorrimento veloce”.

Un modo, il solito modo verrebbe da specificare, per rimandare tutto indietro di anni. Per buttare la palla in tribuna. Ripartire adesso con un diverso tracciato, un diverso progetto, rifare tutte le autorizzazioni ambientali, significa riparlare della Cispadana o di una strada analoga tra anni e anni. Invece è già tardi, per le imprese e i lavoratori, è tardi per lo sviluppo di Modena e Ferrara in primis e di tutta la Regione. L’autostrada Cispadana servirebbe ora. Serviva già da tempo.

La Regione ha avuto il coraggio di fare una sua concessione autostradale regionale. C’è una società, ARC, che ha vinto la gara e che ha portato avanti la progettazione: ora le autorizzazioni ci sono tutte, i problemi di tracciato risolti, saremmo pronti per il progetto esecutivo finale. L’Emilia-Romagna ha già stanziato 180 milioni, ora ne aggiunge altri 100 (come annunciato dall’assessore Donini) per ricapitalizzare il progetto. Chiede solo che la proprietà (con Autobrennero principale attore) faccia anch’essa la sua parte. Se solo il Ministro alla Infrastrutture Toninelli smettesse di complicare il rinnovo della concessione con dichiarazioni ormai celebri tipo “la Brennero deve diventare pubblica”, quando lo è già da sempre, anche l’impegno di tale società potrebbe completarsi, e si potrebbe dare il via finale al progetto.

Perciò prendiamo atto che i M5S – proseguono i consiglieri regionali Dem– non vogliono la Cispadana, perché non fanno nulla per contribuire a sbloccare la concessione e aiutare i decisori della Brennero (che vede tra i soci anche le due province di Modena e Reggio) a cogliere questa opportunità per completare il percorso di sostegno finanziario all’attuazione del progetto. Da Roma, come sempre del resto, i M5S sanno solo dire di no e ora propongono addirittura un diverso tracciato di cui solo i nostri figli vedrebbero il termine dei lavori”.