Sono passati undici anni da quando, con un decreto firmato dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, veniva conferita alla memoria di Odoardo Focherini la Medaglia d’oro al Merito civile. Allora ero sindaco a Carpi e grazie ad una delibera di giunta eravamo stati in grado di far partire l’istruttoria e di fatto con quella cerimonia è stato avviato il processo che ha condotto alla beatificazione di Focherini, celebrata a Carpi nel 2013. La figura di Focherini è sempre stata al centro della nostra comunità carpigiana, testimone indiscusso di solidarietà e coraggio. La costruzione, insieme a Don Dante Sala di San Martino Spino nel mirandolese, di una struttura clandestina che diede ospitalità ed assistenza ad un gran numero di ebrei italiani e stranieri e le sue parole raccolte nelle “Lettere dalla prigionia e dai campi di concentramento (1944)”, dimostrano le sue elevate qualità umane e civili. Aver ripercorso le tappe di quella vita fino agli ultimi suoi giorni, attraverso un viaggio, grazie alla Fondazione Fossoli, è stata per me l’occasione per rendere ancora una volta omaggio alla sua figura, oltre che di rappresentanza istituzionale dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.

Norimberga e Flossenbürg sono state le mete del viaggio. Flossenbürg, con il suo sottocampo di Hersbruck, è uno dei campi di concentramento che ha visto internati numerosi prigionieri provenienti da tutta Europa e anche dal Campo di Fossoli, tra cui Telesio Olivelli e Odoardo Focherini, morto proprio a Hersbruck, noto anche per essere il luogo dove è stato giustiziato il teologo tedesco Dietrich Bonhoeffer. Il viaggio è stato pensato come occasione di sensibilizzazione e informazione nell’anno in cui ricorre l’80° anniversario delle Leggi Razziali in Italia, una proposta rivolta a tutti cittadini e in particolare ai giovani, come ha dichiarato il presidente della Fondazione Campo Fossoli Pierluigi Castagnetti, anche lui in viaggio.

Stiamo attraversando una fase difficile della democrazia e proprio oggi, dove assistiamo ad un’escalation di atti xenofobi e razzisti, comprendere il coraggio di coloro che si sono adoperati nel salvare vite umane, non può che essere un modo vitale e intelligente per combattere ogni forma di violenza che ci allontani dal difficile compito di costruzione di un mondo più giusto, solidale e aperto.