È stata approvata oggi nella Commissione Politiche economiche la risoluzione del gruppo PD, primo firmatario il consigliere regionale Enrico Campedelli, sul settore moda, tessile e calzaturiero. La risoluzione, approvata col voto favorevole del PD (astenuti Lega e Movimento 5 Stelle), impegna la Giunta a promuovere azioni di sostegno all’innovazione di processo, al marketing e all’internazionalizzazione del sistema.

Nel documento si chiede inoltre alla Regione di supportare anche economicamente, attraverso la predisposizione di bandi e l’erogazione di finanziamenti a fondo perduto, la partecipazione di imprenditori ed artigiani, in particolare modo delle PMI, a fiere internazionali- europee ed extraeuropee. Infine la Regione si impegna a cooperare col Governo, nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni, per trovare soluzioni percorribili e condivise ai problemi legati all’incentivazione del commercio internazionale, alla difesa del Made in Italy e alla detassazione dei brevetti, con regole finalmente chiare a tutela del Made in Italy e durature nel tempo. In particolare si invoca la detassazione, come avviene per altri settori nei quali sono previste incentivazioni, per gli investimenti in prototipi e nuovi modelli e l’incentivazione di azioni volte al rispetto delle leggi sul lavoro e sul contrasto alla contraffazione, sollecitando presso le autorità competenti controlli in merito.

“La risoluzione tratta di comparti storici, in particolare il tessile e il calzaturiero, per i quali la Regione ha sviluppato politiche industriali efficaci – commenta Campedelli – purtroppo parliamo di un settore per certi versi trascurato da sempre a livello nazionale. I dati recenti sul sistema regionale moda e calzaturiero riguardano però un settore centrale per l’economia emiliano-romagnola che trova il proprio fulcro nel distretto carpigiano ed in quello forlivese attorno a San Mauro Pascoli, ma che interessa in maniera significativa l’intero territorio regionale con più di 7.200 imprese per la parte manifatturiera (5,5% delle imprese regionali), circa 52 mila addetti (il 5,1% degli addetti regionali) ed un export di 4,6 miliardi di euro (12,7% delle esportazioni nazionali). Numeri che arrivano a quasi 30 mila imprese e 142mila addetti, se si considera anche la componente terziaria legata alla filiera della moda”.

“I dati che emergono dal monitoraggio dei distretti industriali dell’Emilia Romagna promosso dalla Direzione Studi e Ricerche dell’istituto di credito Intesa S.Paolo – sottolinea Campedelli – consegnano al sistema moda una buona performance, con maglieria ed abbigliamento di Carpi +8,7%, calzaturiero di San Mauro Pascoli +7% e abbigliamento di Rimini +12,1% grazie alla ripresa delle esportazioni con la Spagna, la Germania, la Francia, la Polonia e il mercato russo in forte espansione”.

“Dati confortanti su cui occorre investire ulteriormente anche con nuove misure statali, come la detassazione del campionario – sottolinea Campedelli – proprio perché occorre consolidarli in una fase di ripresa dell’economia. La nostra Regione ha investito in formazione, ricerca e trasferimento tecnologico, incubatori, acceleratori e fablab in cui sperimentare, creare e mettere in circolo nuove idee e nuovi prodotti e infine con il progetto “Fashion Valley – precisa Campedelli – mentre nel distretto di Carpi, dove da alcuni anni si è affermata la manifestazione Moda Makers, ha preso il via un progetto molto ambizioso “Il polo della creatività”.

“Il settore può essere favorito solo da un’azione congiunta dei diversi livelli istituzionali che sappia dare risposta ai problemi legati all’incentivazione del commercio internazionale, alla difesa del Made in Italy, alla fiscalità delle imprese e alla detassazione dei brevetti a supporto della ricerca e dell’innovazione. Occorre un intervento statale – conclude Campedelli – Con questa risoluzione vogliamo sollecitare l’attenzione a livello nazionale sul tema della moda e del tessile e abbigliamento all’interno del progetto di sviluppo del Paese”.